Nella tarda mattinata di oggi la salma del 24enne Biagio Pace, giungerà nel suo paese di origine.

Nella tarda mattinata di oggi la salma del 24enne Biagio Pace Orsocane, lo studente di Scienze Infermieristiche dell’Università Tor Vergata – sede di Sora, giungerà nel suo paese di origine. Il giovane si è spento a seguito del trauma alla base del collo riportato nell’impatto tra due auto avvenuto in via Foscolo, nei pressi di Ragioneria. I familiari di Biagio, il papà e la mamma, gli altri congiunti, sono arrivati in città. Hanno raggiunto l’obitorio dell’ospedale Santissima Trinità dove si sono vissuti momenti strazianti, di immenso dolore e fortissima commozione.
«Era a Sora da tre mesi – racconta un amico – frequentava il primo anno e proprio ieri aveva superato brillantemente un esame importante, il primo. Voleva fare l’infermiere. Coltivava un sogno, ma un destino terribile lo ha privato della vita gettando nello sconforto più profondo la famiglia, gli amici. Ci mancherà tantissimo. Era un ragazzo speciale, educato e socievole. Ci mancherà tantissimo».

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Pubblicato il bando relativo al Progetto “Inclusione Sociale” che prevede l’occupazione di 32 disoccupati

Pubblicato, sul sito istituzionale del Comune, il bando relativo al Progetto “Inclusione Sociale” – Integrazione II^ annualità del Piano di Zona 2013/2015 a cura del Comitato dei Sindaci dell’AOD che consente ai cittadini, che ne hanno i requisiti, di presentare istanza per partecipare al suddetto progetto. Le istanze possono essere presentate entro il 5.03.2018.

Il progetto prevede per il comune di Sant’Agata di Militello l’occupazione di 32 unità di soggetti disoccupati in attività socialmente utili e servizi civici, con l’erogazione di un contributo di 400 euro per tre mesi .
I soggetti selezionati verranno impiegati a svolgere attività a supporto dei servizi di custodia, pulizia e manutenzione di strutture pubbliche comunali, dei servizi di salvaguardia e cura del verde e di pulizia straordinaria di strade.
“Altro importante risultato raggiunto – dichiara soddisfatto l’assessore ai Servizi Sociali Giuseppe Puleo – da questa amministrazione che ha permesso ogni anno a tantissimi disoccupati di svolgere attività lavorativa utile alla collettività”.

Un giovane di Militello Rosmarino ha perso la vita in un incidente. Muore a soli 24 anni.

Un giovane di Militello Rosmarino ha perso la vita in un incidente verificatosi ieri sera a Sora, in provincia di Frosinone. Il bilancio è gravissimo: un morto e tre feriti. Per cause che sono al vaglio degli agenti della polizia stradale intervenuti sul posto due vetture, poco dopo le 20, si sono scontrate. Un impatto violentissimo che ha fatto finire una delle auto contro una abitazione. Per uno dei conducenti, Biagio Pace un giovane di Militello Rosmarino di appena 24 anni, studente di scienze infermieristiche, (si apprende dal sito FrosinoneToday) non c’è stato nulla da fare. Gli altri occupanti che hanno riportato lesioni meno gravi sono stati trasportati presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Trinità di Sora

Circa 30 randagi, a Sciacca nell’Agrigentino, sono morti per aver ingerito cibo avvelenato.


Circa 30 randagi, a Sciacca nell’Agrigentino, sono morti per aver ingerito cibo avvelenato. La vicenda ha allarmato anche la politica, tanto da spingere il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ad istituire una commissione parlamentare che studi il fenomeno del randagismo. Il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, è stata denunciata dall’Aidaa, per violazione della legge 281/91 in quanto “primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale e della loro salute ed incolumità”.
Sulla questione interviene anche Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista e della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Leidaa): “Se davvero si vogliono impostare misure immediate e risolutive contro il randagismo dilagante in Sicilia, è indispensabile richiamare alle proprie responsabilità i soggetti cui le leggi vigenti affidano compiti evidentemente disattesi: i prefetti, i sindaci, le aziende sanitarie”.

L’opposizione diserta l’aula, solo 2 su 11 della maggioranza.

Il Consiglio comunale ormai sembra attivo solo per discutere interrogazioni (il più delle volte inutili e strumentali) e mozioni.
Nel consiglio comunale convocato per giorno 14 u.s. (San Valentino) presente l’amministrazione quasi al completo, ma nulla di fatto per la discussione degli ultimi due punti all’ordine del giorno, relativi alla Consulta giovanile dei Nebrodi ed alla variazione di bilancio per il progetto PON Inclusione (234.000 euro), senz’altro di maggiore rilevanza rispetto alle interrogazioni, essendo poi caduto il numero legale con aggiornamento della seduta al giorno successivo andata deserta anche quest’ultima per mancanza di numero legale (solo 2 su 11 della maggioranza-opposizione ).

Per cui la reazione dell’opposizione relativa al verificarsi dell’assenza in Consiglio comunale di sindaco e giunta per non avere risposto alle interrogazioni , con relativa segnalazione al Prefetto da parte del presidente del Consiglio, lascia il tempo che trova, anche in considerazione del fatto che molteplici sedute di consiglio, alle quali hanno sempre presenziato gli amministratori, sono andate deserte per mancanza di numero legale, ed assenza degli stessi consiglieri, con inutili esborsi del comune per i gettoni di presenza.

In ogni caso, va precisato che la presenza dell’Amministrazione non è indispensabile ai fini dello svolgimento dei lavori, né tantomeno incide sul piano della legittimità degli atti e tanto più sulle votazioni e approvazioni, per cui la mancata partecipazione ovviamente non invalida le sedute ma può comportare valutazioni solo ai fini del controllo attribuito al consiglio.
Invece, a proposito di interrogazioni, non si rinviene alcun obbligo normativo a che una interrogazione debba essere necessariamente ,a prescindere da una specifica indicazione in tal senso nel contenuto del regolamento, trattata in Consiglio comunale.

Il ricorso a metodi come i social network o altri mezzi di comunicazione («Sindaco e assessori ormai rispondono solo tramite facebook» secondo quanto sostenuto dal consigliere Barbuzza) sicuramente potrebbe essere il mezzo migliore per comunicare con i cittadini, visto e considerato che anche questi ultimi non partecipano alle sedute, verosimilmente perché delusi (anche loro) dalle modalità della conduzione dei lavori consiliari e visto che le problematiche “sollecitate dai cittadini stessi tramite i consiglieri proponenti” con le interrogazioni, e le relative risposte che darebbero al riguardo gli amministratori, rimarrebbero, sostanzialmente, “lettera morta” tra le mura dell’aula consiliare, e non arriverebbero comunque ai cittadini.
Tuttavia la giunta, pur non sottraendosi a presenziare le sedute del Consiglio, se non in rarissime ipotesi, si avvale anche del confronto mediatico, sicuramente più vicino alla gente, proprio perché la sede del consiglio comunale il più delle volte si è rivelata impraticabile a causa, in primo luogo, della conduzione dei lavori consiliari, senza il giusto rispetto del ruolo istituzionale dell’amministrazione, specie, per esempio, nella predisposizione dell’ordine del giorno, in cui gli argomenti e le proposte provenienti dall’esecutivo, vengono, contrariamente a quanto previsto dalla legge, sempre poste dietro alle interrogazioni ed alle mozioni, con il rischio che le stesse, poi, non vengano trattate, come è successo nella seduta di giorno 14 u.s., dopo la discussione di oltre 10 interrogazioni( l’art 19 l.r. 7/92 dice: il consiglio comunale è convocato dal presidente con all’ordine del giorno gli adempimenti previsti dalla legge o dallo statuto e compatibilmente con questi dando la precedenza alle proposte del sindaco ).

Ma l’Aula consiliare si rivela impraticabile per l’amministrazione anche a causa dell’atteggiamento politico oppositivo-ostruzionistico da parte del presidente del consiglio, il quale, facendo ricorso continuo a diffide ed esposti che coinvolgono in più casi i dipendenti comunali, con conseguente rallentamento dell’azione amministrativa, specie in circostanze che producono un beneficio nell’espletamento di servizi ai cittadini e principalmente per la diversa visione politica con l’attuale amministrazione, parrebbe interferire attraverso note dirette agli uffici con le attività gestionali richiamando spesso il ricorso all’intervento della Procura della Repubblica, dell’ ANAC, della Corte dei Conti, dell’Assessorato regionale agli enti locali e della Prefettura, ect.

Quindi visto che è proprio di qualche giorno fa la segnalazione al
Sig. Prefetto ed a tutto il “mondo“ da parte del presidente del consiglio per la mancata partecipazione dell’Amministrazione ai lavori di una seduta di Consiglio Comunale per le mancate risposte alle interrogazioni , malgrado l’assenza alle sedute non inficia lo svolgimento dei lavori consiliari, sarebbe anche il caso che i consiglieri richiedessero alle sedi competenti la verifica di un’eventuale sussistenza di profili di irregolarità nello svolgimento delle competenze e funzioni proprie del presidente del Consiglio.

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Rimosso il Presidente del Parco dei Nebrodi. Il saluto di Antoci.

Lettera aperta Giuseppe Antoci, dopo aver appreso la decisione del governo regionale di rimuoverlo dalla carica di Presidente del Parco dei Nebrodi, traccia il bilancio della sua attià alla guida dell’Ente. Ecco il testo integrale del documento:

“Grazie,
sono stati anni intensi, a tratti difficili, ma pieni di amore e di passione.
L’amore per l’ambiente, per il territorio, per uno sviluppo sostenibile che si percepiva già dall’inizio potesse ripartire.
Sono stati anni di risultati.
Ho assunto la Presidenza del Parco dopo dieci anni di commissariamenti, trovandolo depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone.
E siamo partiti.
Insieme ai sindaci, insieme a tutti coloro che hanno voluto dare una mano, a poco a poco verso una strada di crescita, di dignità e di rispetto delle regole. Sì, siamo proprio ripartiti e a poco a poco abbiamo cominciato, insieme, a ritagliarci pezzi di successo che fanno e faranno parte di una storia chiara ed inequivocabile che nessuno potrà oscurare e che ha dimostrato che i Nebrodi, il suo territorio, fatto di gente perbene, di cittadini laboriosi e di amministratori onesti potevano insieme scrivere una nuova pagina di sviluppo, di tutela dell’ambiente, nel rispetto dei principi fondamentali della trasparenza e della legalità.
In questo percorso siamo riusciti a rimettere in moto un pezzo di territorio fra i più belli del mondo al quale sono e rimarrò legato per la vita.
Abbiamo rimesso in un circuito virtuoso tante aziende che, anche attraverso la creazione del marchio Nebrodi Sicily, hanno avuto la possibilità di allargare i loro spazi imprenditoriali, creando anche rapporti con partners stranieri.
Abbiamo portato al centro dell’interesse turistico coloro che vengono in Sicilia a tal punto che nella stagione del 2017, su un campione di 44 differenti nazionalità, si è registrato un aumento esponenziale su tre mete principali: Taormina, Isole Eolie e Parco dei Nebrodi.
Oggi, il valore sotto il profilo del prezzo agli allevatori, per esempio per il suino nero dei Nebrodi, è notevolmente aumentato come si è notevolmente abbassato il livello dei furti e degli abigeati che gli stessi subivano e che, grazie ai controlli nel territorio, hanno ridato serenità alle aziende agricole.
Gli importantissimi incontri internazionali tenutesi al Parco hanno coinvolto le migliori menti ambientali del mondo, facendo diventare il territorio dei Nebrodi fucina di proposte nazionali ed internazionali.
La collaborazione con gli ordini professionali, come ad esempio con l’Ordine dei Geologi, ha consentito al Parco di creare un Centro Studi per il dissesto idrogeologico, esperienza sul piano nazionale effettuata solamente in Liguria, nelle Cinque Terre.
Sono risultati che, uniti alla forte vicinanza delle altre Istituzioni, Prefettura, Forze dell’Ordine, Società Civile e Associazionismo, hanno rappresentato un percorso che oggi si chiude con una semplice parola: GRAZIE.
Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato in questo desiderio di donarmi a un territorio unico, esercitando il mio ruolo senza mai porre steccati politici, ma portato avanti il fondamentale valore dell’ascolto, dell’ascolto nei confronti di tutti, non degli amici degli amici, non degli appartenenti a un partito o ad un altro, ma dell’ascolto aperto e trasparente.
Come ho amato dire io in questi anni, “il Parco come casa di vetro”.
È con questo sentimento che, appresa la notizia dell’esercizio dello Spoils System allargato anche alla Presidenza del Parco dei Nebrodi, attraverso il quale il Presidente Musumeci ha esercitato il suo ruolo commissariando l’Ente, mi accingo a lasciare il mio incarico con la consapevolezza di consegnare al mio successore un Parco sano contabilmente, nuovo nell’immagine e stracolmo di turismo che negli ultimi anni ne ha invertito una tendenza che invece era al ribasso.
Voglio ricordare di questa esperienza solo questi aspetti positivi, lasciando al ricordo e alle notti insonni quelle negative, sperando che un giorno le drammatiche vicende che hanno colpito me, gli uomini della mia scorta, la mia famiglia, la Sicilia e il Paese possano uscire definitivamente dalla nostra mente, evitando di far pensare e riflettere come un uomo che accetta un incarico pubblico e che lo porta avanti fino in fondo facendo niente di più che il proprio dovere, possa finire per questo ucciso in un agguato mafioso.
Ma è con un Grazie che voglio chiudere questa mia riflessione, con un Grazie a tutti, con un Grazie particolare ai 24 Sindaci del Parco e agli ulteriori 23 che hanno fatto richiesta di nuovo ingresso.
A loro e alle loro Comunità va il mio sentito abbraccio, sono stati per me compagni di vita amministrativa, ma soprattutto amici.
Un grazie speciale, infine, voglio dedicarlo alla mia famiglia che insieme a me ha vissuto questi anni bellissimi di impegni e di soddisfazioni, ma anche drammatici e che continua a vivere con me una vita difficile, blindata e di privazioni.
Abbiamo insieme deciso, nel tempo, quale fosse la strada giusta da seguire e l’abbiamo scelta consapevoli dei rischi che correvamo.
Oggi il Protocollo di Legalità è legge dello Stato Italiano e sta salvaguardando tantissime aziende agricole oneste dalla pressione mafiosa e farà percepire i Fondi Europei soltanto alle persone perbene che, grazie e Dio, sono la stragrande maggioranza dei Siciliani e del Paese.
È con il grazie che ho iniziato questa riflessione ed è con il grazie che voglio chiuderla, ringraziando inoltre il Presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci che, attraverso la mia rimozione e il relativo commissariamento del Parco dei Nebrodi, mi ha fatto comprendere, in maniera inequivocabile, da quale parte sta.
Comunque, nonostante tutto, indietro non si torna… la strada è ormai tracciata… la storia darà il suo verdetto.
Viva il Parco dei Nebrodi, viva la Sicilia, viva il Paese, per il quale continuerò, senza indugi, a lottare con forza e senza sosta, proprio per evitare che si possa indietreggiare… se solo anche di un metro.
Avanti… insieme”.
Giuseppe Antoci

Sant’Agata Militello, firmato ieri il verbale di inizio lavori Porto dei Nebrodi.

Il direttore dei lavori, ing. Salvatore D’Urso, ha sottoscritto il verbale di constatazione di inizio lavori per il completamento del Porto dei Nebrodi. «Tale adempimento – comunica il sindaco Sottile – segue il verbale di consegna parziale dei lavori del 17 gennaio. Come prescritto dalla normativa, il direttore dei lavori ha certificato il concreto inizio a seguito di una specifica verifica condotta sul cantiere, avvenuta in data odierna (ieri, ndc). Si tratta di un passaggio di straordinaria importanza sul piano sostanziale – commenta Sottile – che decreta, senza alcun dubbio, che i lavori per la realizzazione del porto sono oggettivamente partiti».

Sulla banchina già da qualche settimana si era registrato un intenso movimento di uomini e mezzi per l’avvio della fase di incantieramento mentre i pescatori, le maestranze dei cantieri e tutti gli utenti dell’aera portuale hanno proceduto, come disposto dal Circomare, alla rimozione delle unità da pesca e da diporto a secco sulla banchina e di ogni attrezzatura o altro materiale giacente nell’area portuale. Le imbarcazioni in temporaneo disarmo sono state trasferite nell’area comunale alle spalle del porto, nella zona dell’ex mattatoio. Nei prossimi giorni si attende quindi l’emissione dell’ordinanza del comandante del Circomare, Michele Rossano, per l’interdizione delle aree interessate dal cantiere e la disciplina delle attività nello specchio d’acqua antistante al bacino portuale. Partito dunque il countdown dei 660 giorni previsto dal contratto nei quali l’impresa Cogip di Tremestieri Etneo dovrà portare a termine i lavori che, una volta ultimati, consentiranno di portare alla luce una delle infrastrutture portuali più importanti dell’intera Sicilia. Oltre 521 mila i metri quadri di estensione, uno specchio d’acqua di 386 mila metri quadri, per 1094 posti barca, locali commerciali, spazi verdi, servizi recettivi e per le attività nautiche. Previsti il prolungamento della diga foranea, dagli attuali 708,20 metri a 1.150 metri, la realizzazione del molo sottoflutto sino a 610 metri e della banchina di riva. 30 milioni 840 mila euro l’importo complessivo dei lavori, di cui poco più di 2 milioni 400 mila euro per gli oneri di sicurezza, su un appalto complessivo di poco superiore a 35 milioni. Infine avviato il procedimento per la costituzione della commissione di collaudo tecnico-amministrativo e statico in corso d’opera. Pubblicato l’atto di interpello, redatto dal rup Basilio Ridolfo, per la segnalazione di tecnici in forza alle amministrazioni aggiudicatrici d aventi i requisiti di legge, ossia la laurea in ingegneria o architettura, per l’assunzione dell’incarico di componente della commissione. Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro il 28 febbraio.