Consiglio Comunale Il sindaco Mancuso fugge dal confronto

CONSIGLIO COMUNALE DEL 21.05.2019.
NOTA DELLA MINORANZA CONSILIARE.

Un consiglio comunale che avrebbe potuto essere più costruttivo secondo i buoni propositi della minoranza consiliare.
“Innanzitutto non possiamo esimerci dallo stigmatizzare il comportamento del Sindaco” – dichiarano i consiglieri di minoranza – “che continua a disertare le sedute del Consiglio comunale (solo l’assessore Befumo presente ieri in aula) e a “scappare” al confronto impedendo di fatto lo svolgimento di un dibattito democratico con il primo cittadino su tematiche importanti e di interesse generale per la nostra comunità”.
Al vaglio dell’assise cittadina ben 5 mozioni su temi di fondamentale importanza: emergenza sulla liquidità di cassa, trasferimento del mercato settimanale alla sede originale del lungomare, lavori di completamento del porto, la tormentata questione relativa all’immobile ex Omni, che dovrebbe essere destinato a nuova sede del Commissariato di P.S., ed infine la mozione relativa alla stabilizzazione dei precari.
Solo quest’ultima approvata all’unanimità. Con tale mozione, in particolare, si chiedeva all’amministrazione di attivarsi per porre in essere e/o proseguire tutte le procedure per stabilizzare i precari, prestando anche un occhio di riguardo ai lavoratori Asu.
Bocciate, invece, dalla maggioranza e restituite al mittente tutte le altre proposte presentate dai consiglieri Sottile, Recupero, Starvaggi, Puleo e Brancatelli.
Le argomentazioni a sostegno delle “bocciature” palesemente pretestuose, sterili e sin troppo scontate.
Quel che dispiace é che rispetto all’attività posta in essere da un opposizione, intraprendente e scrupolosa, attenta a problematiche importanti, che negli ultimi tempi hanno destato non poca preoccupazione nella città, si è contrapposta, una maggioranza chiusa al dialogo, ostile e per certi versi rancorosa.
Certo è forte il disagio nel vedere un’amministrazione, ed una maggioranza a suo sostegno, che a parole e nei propositi tendono la mano alla minoranza, mentre nei fatti ne calpestano le prerogative, perpetrando con arroganza un atteggiamento che svilisce il ruolo che noi Consiglieri comunali di opposizione siamo chiamati a svolgere all’interno delle Istituzioni su mandato dei cittadini.
Dal canto nostro, continueremo
a svolgere il nostro ruolo di opposizione a testa alta e con grande senso di responsabilità, affinché anche il bagaglio di sensibilità e competenze di cui siamo portatori possa essere messo a disposizione della Città: lo faremo perché ce lo impongono le nostre coscienze, il rispetto verso i santagatesi e l’amore che nutriamo per Sant’Agata!

Giovane capodoglio spiaggiato a Capo Calavà, terzo caso in pochi giorni

Un giovanissimo esemplare di capodoglio è stato ritrovato nel pomeriggio di ieri sulla spiaggia di Capo Calavà, a Gioiosa Marea.

È il terzo caso in pochi giorni, dopo i ritrovamenti di Cefalù e Sant’Erasmo, nel palermitano. Una vera e propria strage di capodogli nella costa nord dell’Isola e a confermarlo è Greenpeace, che oggi ha avviato una campagna in soccorso del mar Tirreno.

Nello stomaco dell’esemplare trovato privo di vita venerdì a Cefalù sono stati trovati chili di plastica, tra buste, sacchi e reti. Dall’inizio dell’anno sono sette i capodogli spiaggiati sulle coste italiane e la plastica che inquina litorali e mari è la principale imputata.

A fine marzo, a Porto Cervo, era stata trovata una femmina di capodoglio gravida con ben 22 chili di plastica nello stomaco.

Sulla paventata,  chiusura dell’asilo di Floresta, l’assessore Letizia Passarello continua a battersi.

Sulla paventata, chiusura dell’asilo di Floresta, l’assessore Letizia Passarello continua a battersi. “Trovo disponibilità e sensibilità in tanti interlocutori politici e nella pubblica amministrazione, non lasceremo nulla di intentato, siamo al fianco delle famiglie di questa comunità”.
Non demorde e non cede di un millimetro Letizia Passarello, che insieme al sindaco di Floresta, Antonino Cappadona, con il supporto del consiglio comunale in queste settimane hanno mosso i classici “mari e monti” per non far spegnere i fari dell’attenzione, cercando soluzioni, per evitare la chiusura della scuola dell’infanzia del paese.
“Non nascondo che mi sono rivolta a forze politiche e funzionari della pubblica amministrazione scolastica e dell’ex Provincia, – dice Letizia Passarello – chiedendo aiuto, interventi, disponibilità per scongiurare la chiusura della scuola dell’infanzia di Floresta, paese in cui da tre mesi ricopro la carica di assessore al turismo e cultura” – e aggiunge – ” una vera e propria battaglia che non è per pura presa di pozione o per campanilismo ma perchè credo nei diritti di questa piccola comunità, nella dignità delle persone, e sopratutto perchè ho fiducia, ancora, nella Politica, quella con la “P” maiuscola, che deve stare dalla parte della gente, del popolo, della famiglia”.
Così la Passarello ha anche scritto al presidente della regione, Nello Musumeci, incamerando la solidarietà di onorevoli e deputati come Tommaso Calderone, Antonella Papiro, Bernardette Grasso.
“La scuola – evidenzia la Passarello – a Floresta come nelle piccole isole, e penso alle Eolie dove ad Alicudi si vive un’esperienza analoga, è un patrimonio irrinunciabile, un diritto, quello dell’istruzione, che dovrebbe essere sempre garantito dalle Istituzioni; anche in piccole realtà come la nostra”.
Floresta rappresenta un microcosmo rurale e culturale, importante.
Una comunità che pur facendo i conti con il decremento demografico, guarda avanti, punta alla ripresa e la scuola, anche a causa del ridotto numeri di alunni presenti nelle classi, non deve chiudere, perchè rappresenta davvero il “domani” di questa, anzi di queste, realtà atipiche.

Macellazione clandestina, a processo i tre denunciati a Sant’Agata Militello

Dovranno comparire il prossimo settembre davanti al giudice del Tribunale di Patti, Giuseppe Turrisi, i tre uomini del comprensorio nebroideo, difesi dall’avvocato di fiducia Daniele Corrao, per accertare eventuali responsabilità penali , che furono fermati e denunciati dagli agenti di polizia del commissariato santagatese per i reati di macellazione di animali, in luoghi diversi dagli stabilimenti o dai locali riconosciuti, maltrattamento di animali e ricettazione.
Furono i poliziotti ad individuare il luogo, in aperta campagna, nel quale tre individui stavano macellando, in un sito non autorizzato e quindi clandestinamente, un bovino adulto del peso di circa trecento chilogrammi, dell’età apparente di 14/ 15 mesi. L’animale era privo di bolo ruminale e di marchi auricolari necessari per l’identificazione e la tracciatura. I tre fermati ed identificati furono denunciati alla procura di Patti.

Veliero carico di droga fermato nel Canale di Sicilia.

E’ il bilancio dell’operazione Libeccio International condotta dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, con il supporto operativo del gruppo aeronavale di Messina e del servizio centrale investigazione criminalità organizzata grazie anche alla collaborazione internazionale con le autorità francesi e turche.

Le indagini dei finanzieri, coordinate dalla procura di Palermo, hanno assestato un duro colpo al narcotraffico internazionale tra l’Africa e la Sicilia.

Al largo dell’isola di Marettimo è stato bloccato il “Solen 1”, un monoalbero di 12 metri battente bandiera turca. L’input è arrivato dalle autorità francesi dell’”Ocrtis-Ceclad” che hanno segnalato la presenza di una imbarcazione a vela, proveniente dalle coste magrebine del golfo di Oran.

Il natante era tra l’altro già oggetto di indagine da parte della “Vigilanza Aduanera” spagnola e della “Douane francaise”. In meno di due ore, le unità aeree e navali del comando operativo aeronavale di Pratica di Mare, hanno raggiunto l’obiettivo.

La “Solen 1” è stata dapprima controllata dall’alto dall’Aereo Atr 42 del Corpo e successivamente “agganciata” da due pattugliatori a circa 96 miglia da Marettimo. I finanzieri con il mare mosso hanno abbordato il natante prendendone il controllo, dopo aver constatato la presenza dell’ingente carico di stupefacente. L’imbarcazione, con i tre membri dell’equipaggio, è stata successivamente rimorchiata fino al porto di Palermo.

A bordo sono stati trovati 187 colli di iuta contenenti l’hashish, per un totale di 5.474 chili. Le fiamme gialle, dopo aver preso contatti con la procura di Palermo, hanno sequestrato l’imbarcazione, la sostanza stupefacente e la strumentazione di bordo utile alla ricostruzione della rotta seguita.

I militari appartenenti alla sezione Goa del Gico di Palermo hanno arrestato i membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità turca, che sono stati successivamente trasferiti in carcere. Lo sostanza stupefacente sequestrata destinata ai consumatori europei, avrebbe potuto fruttare, al dettaglio, circa 50 milioni di euro.La “Solen 1” è la sesta imbarcazione che viene sequestrata nel Canale di Sicilia dall’estate scorsa.

Alcara Li Fusi, dall’obbligo di dimora agli arresti domiciliari

I carabinieri della Stazione di Alcara lì Fusi, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Patti, hanno arrestato un 54enne e già gravato dalla misura dell’obbligo di dimora con divieto di avvicinamento alla persona offesa, poiché ritenuto responsabile di atti persecutori.

Il provvedimento cautelare scaturisce dalle indagini svolte dai militari di Alcara Lì Fusi, che hanno ricostruito ripetuti atti di violenza fisica, psicologica e morale, consistiti in molestie, umiliazioni e minacce nei confronti della donna, commesse dall’uomo in violazione delle prescrizioni impostegli dalla misura del divieto di avvicinamento alla vittima. Tali comportamenti, segnalati dai carabinieri all’autorità giudiziaria, hanno condotto all’emissione del provvedimento di aggravamento e sostituzione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento con quella degli arresti domiciliari.L’uomo è stato pertanto arrestato ed all’esito delle formalità di rito condotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari.

Volano giù da una scarpata, due ragazzi in codice rosso al Policlinico

Messina – Sono volati giù da una scarpata i due ragazzi di 27 e 31 anni, originari di Catania, che intorno alle 14,20 di oggi sono rimasti coinvolti in un incidente stradale lungo la A18. Viaggiavano a bordo di un’Audi Q5 nera quando, per cause in corso di accertamento, sono volati giù dal viadotto Briga, all’altezza dell’abitato di Giampilieri.

L’incidente non avrebbe coinvolto altri mezzi e potrebbe essere stato causato dall’alta velocità e dalle condizioni dall’asfalto bagnato dalla pioggia. La vettura dopo aver divelto 30 metri di guard rail è capottata sul tetto. Sul posto la Polstrada e i vigili del fuoco che hanno estratto i ragazzi dall’abitacolo della vettura. Sono stati trasportati in codice rosso al Policlinico.